Girando fra i banchi del mercato, mi è capitato più volte di chiedermi se sia meglio acquistare abbigliamento a poco prezzo su un banco piuttosto che un altro.
Il motivo è preciso e campanilistico: meglio un vestito comprato da un italiano ma fabbricato in Cina, oppure trovato da un cinese e con la bella etichetta "made in Italy"?
Del resto, quel che è fabbricato qui (in Italia) come là (in Cina) serve comunque a sfamare famiglie, vestire bambini, curare anziani...
Poi spunta la notizia bomba della settimana: a Roma i carabinieri della compagnia di Castel Gandolfo sequestrano 21.000.000 (ventuno milioni!) di capi di vestiario di fabbricazione cinese, tutti senza etichetta. Il valore complessivo è di alcuni milioni di euro e la quantità di abiti riempie otto 8 capannoni di circa diecimila metri quadri affittati da cinque cittadini cinesi.
In questo caso, gli abiti dovevano essere distribuiti per la vendita ai negozietti cinesi di Roma, in altre situazioni, ci dicono i giornalisti d'assalto che portano a casa inchieste complesse, si tratta di utilizzare la manodopera orientale per abbattere i costi di produzione .
Questa volta, però, il timore non va tanto al portafoglio quanto alla salute: il sospetto è che la merce possa essere stata fabbricata con prodotti tossici, in particolare cromo esavalente, che è tossico, cancerogeno se inalato, "fortemente aggressivo nei confronti dei sistemi biologici". In ambito industriale viene utilizzato per le "cromature" e se ne studiano gli effetti soprattutto un medicina del lavoro.
Finita l'eco dello scoop del giorno, forse non si parlerà più di vestiti per adulti e bambini, con effetti tossici. Torna però alla mente una tragedia greca in cui di abbigliamento si muore: nella "Medea", la maga ripudiata dal marito Giasone ne uccide i tre figli e anche la nuova moglie Glauce, proprio attraverso un dono quanto mai gradito alle donne. Il velo che Giasone regala a Glauce per le nozze prende fuoco, bruciando in un rogo la povera ragazza: Medea ha infatti imbevuto la stoffa nel sangue di centauro, altamente tossico.
C'è però da chiedersi, nel caso degli abiti cinesi sequestrati, che ne è di chi li ha tagliati, cuciti e, ancor prima, tinti, se il cromo è tossico soprattutto se respirato.
Ai lavoratori, ancora una volta, si pensa poco.
