giovedì 26 giugno 2008

Quando il mondo andava a ruote

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"Ma dove vai, bellezza in bicicletta?"
Una volta ci si spostava così, imprimendo alle due ruote quel tanto di energia che potesse accelerare il movimento, per arrivare prima e in modo più elegante in ogni luogo.
Oggi c'è chi si lascia conquistare dalla bicicletta comunale: si lascia l'auto nel parcheggio periferico e ci si avventura sulle due ruote, risparmiando in inquinamento e pigrizia. Ad Aosta ci sono, così come a Modena, Roma, Lucca, Ferrara e molte altre città. A Lione, in Francia, si verifica uno strano fenomeno, perché tutti vogliono scendere in bicicletta dalla parte alta della città, ma rifare il percorso in salita non alletta più. Così ci sono addetti e macchine per riportare le biciclette in cima alla collina.
C'è poi chi s'innamora delle lunghe escursioni lungo le piste ciclabili, i percorsi panoramici o avventurosi, lanciandosi per i sentieri di montagna o pedalando tranquillamente per godersi la frescura naturale. Ci sono gli atleti della domenica, o dei giorni di ferie e di pensione, che viaggiano in mezzo alla strada, da soli oppure a fianco a fianco con i compagni d'avventura, incuranti delle auto che, di norma, procederebbero a velocità superiore a quella imposta dalla pedalata stanca.
Ma soprattutto c'è chi prende la bicicletta senza sapere come utilizzarla.
Il pedone sprovveduto si trova una presenza incombente alle spalle, a volte sente suonare il campanello, oppure uno "scusi" in tono scocciato rivelano il ciclista cittadino, che vuole godere della velocità del mezzo senza rinunciare ai privilegi del passaggio sul marciapiede. Rapido il ciclista sfreccia tra i lenti passanti, rischia di urtare questo o quello, taglia la strada tra un semaforo e l'altro, incurante del colore che vincola veicoli e pedoni.
Per il pedalatore improvvisato non esistono regole né vincoli. Allora che senso hanno le moleplici richieste di piste ciclabili e percorsi sicuri? Roba da bambini: il vero ciclista di città possiede già tutte le strade anzi, i marciapiedi.
LN