Ci sono le cose che si può fare e quelle che no, non ci sono le condizioni. Dato però che la natura non ama i limiti, la soluzione si trova.
Spesso.
Il corpo si adatta a correre con un pezzo di metallo al posto della gamba, roba da Olimpiadi.
L'occhio cambia fuoco a velocità che un obiettivo fotografico fatica ad imitare.
Il corpo intero decide che non ha tempo per le malattie e riesce per contrastare anche il cancro.
Queste sono briciole di quanto si possa andare oltre i limiti, da soli, con soluzioni che diventano prodigi.
Poi ci sono i casi in cui per andare oltre "ci si fa dare una mano": Micky Joint, fantastico dj, solare e positivo in ogni situazione, ha compensato con strisce di chissaché e il corpo si è ribellato. Quando è troppo il cuore scoppia.
Chantal Sebire odiava la propria faccia sfigurata dalle curve picassiane, tante volte ha detto "basta". L'ultima è stata definitiva.
Sulle debolezze all'italiana Gioele Dix lascia cadere un sorriso amaro, nel suo Garibaldi. A forza di scavalcare montagne, anche l'eroe si stanca di salvare il mondo, lascia perdere, va a casa: "Cosa volevo? Non ricordo, eppure ci tenevo tanto...".
Si compensa, per anni o giorni: le difficoltà, i difetti fisici, le delusioni. Finché, ad un passo dalla fine del tunnel, non ce la si fa più. Fino ad un attimo prima si era lì a spronare gli altri, a trovare soluzioni anche per chi non ha voglia e aspetta. Poi, di colpo, non si compensa più il presente con il futuro; un pezzo di marmo non è più una statua da far nascere, resta pietra fredda. A forza di spiegare tutto, nulla ha più un senso. Il principio di compensazione si spezza.
Anche il Cristo, per un lungo momento, ha chiesto "allontana da me questo calice". È un momento, uno di troppo: da qualche parte sta scritto che ci sarà la resurrezione, ma quando sei ad un passo dal Golgota "domani" vuol dire "mai".
Allora mettiamo musica che faccia battere ancora questo cuore che non ne ha più voglia, tanto per provare a vederlo sorgere, questo domani in cui non si crede più. Urliamo la nostra rabbia, quella che crediamo di non saper più provare.
Speriamo che basti, fino a domani.
Buona Pasqua di Resurrezione