sabato 8 marzo 2008

Alla scoperta dell'umanità

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Della festa della donna un po' si è perso il significato.
Quello originario, forse, ma ce ne sono tanti più nuovi che rappresentano il coraggio.
Non tanto quel desiderio di andare al di là dei propri limiti e trovarsi, invece che a fare la calzetta, ad essere donne che si mettono in gioco, fino a perdere la vita per gli altri, trovarsi prigioniere in zone di guerra, portare sulla propria pelle messaggi forti. Il coraggio è piuttosto quello del mondo maschilista per tradizione, che finalmente parla delle donne che si comportano da esseri umani, e non da macchine domotiche relegate in casa-tempio-figli.
Poi si scatenano gli eccessi: uomini schiacciati da donne troppo aggressive, uomini turbati dal fatto di non essere gli unici a scegliere - lo sapevano già, ma sentirselo sbattere in faccia li umilia. Donne che fanno carriera ma non stanno bene, rinunciano i figli per conquistare la libertà poi si sottopongono a qualunque tormento pur di averne.
C'è ancora qualcosa che non va, manca qualche punto di riferimento.
Allora si torna ad una dimensione adolescenziale che, oltre ai brufoli ed alle incertezze, permette uno spazio semi-limbico in cui cercare se stessi, sognare che prima di quel "da grandi" c'è ancora tempo per scegliere. Non sempre funziona.
La parte bella di tutta la storia è invece la riscoperta assoluta delle arti, ballare-cantare-recitare in testa per la gloria di Maria De Filippi ed i suoi "Amici". Dall'altra parte scoppia la passione per la storia, che però non si chiama più così, con un nome da materia scolastica: oggi si chiama cronaca, notizia di giornale, speciale televisivo e soprattutto, fantastico, CINEMA.
Manca l'ultima coincidenza, per la gioia dei maliziosi: con un'azione di sensibilizzazione, su proposta della FAO, l'ONU ha proclamato il 2008 "Anno della patata".
Come se non bastasse, da poche settimane per i cinesi siamo entrati nell'"Anno del topo".
Ci sarà da parlare.
[LN]