E' un po' che ci penso: quanto possono far male gli organismi geneticamente modificati?
C'è di che riflettere, e per stemperare il clima prima ancora di appesantirlo, prendo a prestito una vignetta da un sito francese.
Dopotutto, siamo figli della fantascienza, del sapere senza limiti, della ricerca dell'immortalità. Eppure ci troviamo, da qualche anno a questa parte, a dover rivedere abitudini e leggerezze di coscienza. Poter produrre di più, in agricoltura e nell'allevamento, sembrava una grande conquista, ma forse non lo è.
Anche superare le difficoltà del clima poteva essere d'aiuto, o forse no.
Alla fine, oggi il problema principale sembra essere di fatto solo il sistema di leggi, nazionali ed europee, che regola la produzione: alla fine, però, se vogliamo risalire la filiera della bistecca o del pomodoro, tanto per fare un esempio, dobbiamo essere esperti non da poco per decifrare cosa significa che un bovino è nato altrove e allevato tra questo altrove e l'Italia. Che regole hanno "altrove"? Ammettono sostanze e procedure che da noi sono vietate perché ritenute nocive?
Il sospetto viene con il dolore di scoprire un amico, o un conoscente cui si è affezionati, malato di tumore: a volte il suggerimento, sottobanco, di medici accorti è di evitare questa o quell'altra marca alimentare. Il perché? Le materie prime italiane non bastano e si attinge a raccolti di altri Paesi (europei) dove sono ammesse le colture OGM.
E' un po' come riconoscere ciò che le leggi non ci permettono ancora di dire: mettere mano al patrimonio genetico delle piante, ad esempio, comporta risultati che non sono del tutto positivi. Cioè, lo sono per il commercio, ma sulla salute umana hanno effetti gravi di cui, paradossalmente, non si può parlare.
Il discorso vale per i prodotti su cui si fanno servizi nei telegiornali, ma anche di grano, olio d'oliva, vino, che quando non raggiungono le quantità richieste dal mercato vengono mescolati ad altre provenienze, sempre badando a non superare le percentuali che richiedono una "confessione" sulle etichette.
Come dire: moriamo da ignoranti.
