domenica 22 aprile 2012

Paolo Villaggio: il riso amaro

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C'è poco da ridere. Paolo Villaggio, per ora, ad Aosta non è arrivato. Ci sarà, promette dal palco Arnaldo Colasanti, direttore artistico di "Babel", ma fra qualche giorno.
Si inizia con un accenno di Fabrizio De André, sul palco ci sono anche due giovani fisarmonicisti dell'Istituto musicale pareggiato della Valle d'Aosta, a deliziare con tango e polka la grande assenza.
In realtà, però, di Villaggio non c'è il tempo per sentire la nostalgia. Colasanti, di cui si è detto di tutto e contestato il cachet, è maestro nel tenere il pubblico inchiodato alla "Casa di Babel". Lui ha già un altro copione da spiegare, nella migliore Commedia dell'Arte sa sviscerare il proprio ruolo senza perdere una battuta. Ha una cultura sconfinata, dall'eloquio spontaneo, la parlata tranquilla, e la simpatia televisiva dell'intellettuale alla moda.
Per una volta, rendiamo merito alla preparazione e alla competenza, anche dal punto di vista economico. A morire di fame, si fa per dire ma nemmeno troppo, siamo già un po' tutti.
Che se ne salvi almeno qualcuno meritevole.