venerdì 23 marzo 2012

Da Haiti alla Valle d'Aosta sul filo della francofonia

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Fa effetto sentir parlare una ricercatrice dell'Università di Parma come Alba Pessini di francese e di "langue mère", soprattutto se il tema è la letteratura di Haiti e non la Valle d'Aosta.
Siamo in chiusura delle Journées de la francophonie e una boccata d'aria d'oltreoceano ci sta bene: ormai manca solo la cena di domenica e poi si chiuderà il capitolo francofono per riaprirlo a spot.
Lingua del territorio e lingua dello spirito, nostalgia di casa ed espressioni d'amore: ecco dove si apre la porta di comunicazione fra culture, il senso di fratellanza tra popoli lontani per geografia e vissuto, che si ritrovano perché tutti cercano di riprodurre nel francese lingua comune le caratteristiche della propria lingua madre. Per gli haitiani si tratta del creolo, che riceve molto tardi dignità di lingua ufficiale. La musicalità trasborda, si diffonde dal creolo al francese, sulle ali di testi che interpretano il tema della lontananza e leniscono le ferite dell'esilio.