domenica 26 febbraio 2012

Oggi festa nazionale, in Valle d'Aosta

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Per la prima volta, tutto il cuore istituzionale e politico della Valle d'Aosta batte in un solo giorno.
Domenica 26 febbraio è il giorno, per tradizione, in cui si festeggiano l'anniversario dell'autonomia (il 66esimo) e dello statuto speciale (64esimo) ma questa volta si aggiungono anche le onorificenze agli "Amici della Valle d'Aosta" ed ai "Cavalieri dell'Autonomia". 
Non c'è la brezza di fine estate né lo scenario del Teatro romano di Aosta. Manca gran parte del pubblico e del folclore, ma il coro Mont Rose diretto da Silvio Vuilliermoz ce la mette tutta a far battere il cuore dei valdostani.
Gli ospiti, però, fanno ancora una volta commuovere e sperare. Angelo Benessia, tra i "papà" del Forte di Bard, parla di numeri enormi, milioni di euro, ma anche di crescita e futuro positivo per la porta della Valle d'Aosta e la valle del Lys che tanto ama. Mario Deaglio è di casa a Courmayeur e guarda alla Valle come un modello di strutture che funzionano. Fin qui gli Amis: importante, in un momento di crisi, avere buoni amici, anche investitori del privato che sempre più, ormai, si trova a sostenere e sopperire il pubblico.
Tra i Chevaliers compare Arianna Follis, che a settembre non poteva essere presente: ora la casa di Gressoney è quasi finita e punta ad ottenere il diploma di maestro di sci per passare da atleta ad allenatore.
Poi ci sono due simboli della storia e della morale valdostana: Giuliana Minuzzo, prima medagliata italiana sul podio olimpico invernale, e anche prima donna, ha fatto del regolamento olimpico uno stile di vita. Luigi Meynet è ex deportato ed artigiano storico della Foire de Saint Ours: è uomo tutto d'un pezzo, come le sue opere, che lui dice di ricavare dopo aver studiato il progetto con carta e matita, semplicemente "levando" il legno di troppo.
Cerimonia rapida e intensa, commovente.
Quel che rimane addosso, però, è la polvere sollevata da altri, quelli ricordati nei discorsi ufficiali di Elso Gerandin, presidente del Celva, di Albert Cerise, presidente del Consiglio Valle, e di Augusto Rollandin, presidente della Regione. Lo Stato continua a chiedere sacrifici alle Regioni, soprattutto a quelle a statuto speciale che si trovano a Nord. E la specialità non è per tutti uguale. Quel che c'è ancora da parte non è perché non serve, ma per l'inguaribile abitudine dei valdostani di "tenere una mela per la sete".
Bisogna cambiare lo Statuto? Lo si farà.
Bisogna tirar fuori unghie e denti e inventarsi un modo nuovo per difendere il particolarismo? Lo si farà.
Bisogna far capire che i sacrifici devono essere equi? Pronti.
Canti e festa possono aver messo in secondo piano i discorsi fermi delle istituzioni, ma come lo scudo che maschera la spada.
Intanto, la domenica mattina su twitter è stata monopolizzata da #festavda
terzo risultato assoluto.