Lo so, dovrei mettere i guanti.
In primo luogo, dovrei metterli per lavare i piatti: tra acqua calda e fredda e il terribile detersivo sgrassante, la pelle si secca e le unghie patiscono. Dovrei mettere i guanti anche per uscire, quando fa freddo. Ma anche per scrivere con il gesso e chessò altro.
I guanti di gomma, però, lasciano altri odori sulla pelle, fastidiosi da sentire e brutti da mandar via.
Gli amici "scienziati" suggeriscono quelli usa e getta di lattice anche per il mostruoso cambio pannolino della gnometta: non esageriamo, dai! Va bene l'igiene e la cura di sé, ma a mani nude si controlla meglio. Per esempio, sui piatti bianchi può rimanere un grumo di formaggio o salsa bianca. Piccolo, minuscolo, invisibile, refrattario a lavaggio e risciacquo: ma a mani nude lo senti lo stesso, non può scappare!
Dovrei metterei guanti, forse, per trattare con certe persone, delicate o suscettibili: ma in quel caso i guanti hanno l'effetto callo, impediscono di sentire bene.
Per carità, è vero: a volte quel che si tocca fa male oppure fa proprio schifo! E allora giù di amuchina, sapone di marsiglia, acqua troppo calda... per poi rimediare con carezze di crema nutriente e riparatrice.
Non parliamo delle unghie. Anzi, sì, parliamone. I guanti servono a riparare l'ultima manicure: ma ogni volta mi tornainmente l'amica che usava solo il colore argento, che si rovinava subito. C'è poi l'effetto tastierino del cellulare, che porta a sbeccare l'angolo esterno del pollice. Allora a che servono i guanti per lavare i
piatti?
Meglio una cura quotidiana con creme, oli e smalti rinforzanti di qualità.
Quanto al resto, preferisco affrontare la vita a man nude, per sentirne le scabrosità.
Per accorgermi in tempo quando una pelle irritata dalle delusioni ha bisogno di una carezza più delicata.
Per evitare il cattivo odore che troppe precauzioni lasciano anche dopo essere stati tanto buoni. Quell'odore di distacco e ipocrisia che stentiamo sempre a riconoscere.
