sabato 9 febbraio 2008

Ma sì, ridiamoci sopra

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Lo confesso, stavo per scrivere un sacco di cattiverie.
In realtà non sono proprio... cattiverie, solo un mix tra le ultime tre puntate della prima serie di "Desperate housewives" guardate tutte in una sera, un libro non a caso ("Figlie dell'Islam" della Gruber) posato sulla pila degli ultimi da recensire, approfondire gustare ma in fretta, e la delusione degli ultimi che, pur non avendone bisogno, hanno sfacciatamente approfittato dell'altrui buon cuore per farsi i fatti propri a (larghe) spese del mio (misero) portafoglio.
Invece no, una via d'uscita si può trovare anche oggi.
Iniziamo a prepararci per le elezioni, le politiche di aprile e le amministrative a maggio (in Valle d'Aosta c'è anche questo...). Le malignità si sprecano ormai da mesi, non intendo consumare in questo modo il piacere di navigare in Internet.
Le buone azioni, si dice nelle favole di una volta, vengono sempre ricompensate.
Mi affido così a Eriadan e cerco di riprendere il filo delle vicende della piccola Lucrezia e della fantastica Maya.
Scopro così un altro sito imperdibile: di lui non si sa niente, solo che coltiva con inossidabile umorismo la nobile arte di guardare con attenzione la pubblicità e chiedersi con candore "ma questi da dove saltano fuori?".
Da vedere e leggere con attenzione finché non vengono i crampi alla mascella per le risate.
Credo proprio che Shakespeare ma anche Freud, che raccolse per primo le barzellette ebraiche, approverebbero su tutta la linea.