La citazione è d'obbligo: solo un anno fa Marco Travaglio dava alle stampe il suo libro La scomparsa dei fatti. Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni.
Nel 2007, invece, accanto alla presenza costante ad "Annozero" di Michele Santoro, tornato alla gloria della prima serata su Raidue, Travaglio aggiunge un'evidente stima per l'approccio goliardico di Beppe Grillo. E' estremamente piacevole ascoltare l'uno e l'altro fatta eccezione per pochi, insignificanti particolari: Grillo è comico di professione, va pagato, quindi assistere ai suoi spettacoli costa. Travaglio invece è giornalista, dal 2000 ad oggi, sette anni pieni, le case editrici hanno pubblicato 21 libri suoi, in solitaria o assieme ad altri autori. Spesso parla a platee gratuite, dispensando riflessioni acute e battute salaci.
Dopo la svolta del "V-Day" di Grillo, però, la somiglianza è sempre più stretta ed a ridere con Travaglio del dramma del precariato sono sempre più gli assunti a tempo indeterminato, a criticare le "chiamate" sono i vincitori di concorsi che poi non ricoprono il posto che spetta loro. Sono persone "di sinistra" per i quali questa terminologia indica solo che la sinistra non sa cosa fa la destra, cioè rubare ai precari o simile gente che in realtà dovrebbe esistere solo nella letteratura alla pseudo-Biagi (quello della legge 30 del 2003, detta anche legge Maroni o Sacconi).
Uno di sinistra che critica il governo di sinistra, ma anche quello che fu (forse) di destra, e calca la mano con esempi che comunque non lo riguardano in prima persona... uno così non mi fa ridere.
Uno così mi spaventa.
Uno così fa pensare alla sana (?) demagogia che alla fine non è di destra né di sinistra, ma sta meglio al Bagaglino che sulla bocca di un giornalista politico.
Lasciamo allora le notizie di oggi, quelle dei sindacati che parlano di precariato per aumentare i privilegi del tempo indeterminato; quelle dei non licenziabili (ma la Cassazione ormai dice il contrario) che mordono l'amministrazione che garantisce loro lo stipendio; quelle dei magistrati che per primi utilizzano a fini privati i mezzi di comunicazione a loro disposizione per lavoro; quelle degli ambientalisti di cui, ancora una volta, la destra non sa cosa fa la sinistra, e si contraddicono tra compagni di partito, difensori dello stesso programma, rimasto nel cassetto e mai aperto.
Non disturbiamo le opinioni che fanno ridere, anche se chi ride sarà il primo a passare al miglior offerente, casomai la situazione non facesse più il suo comodo.
Con il titolo di un anno fa si è aperto questo amaro discorso. Non dimentichiamo i libri di Travaglio in edicola nel 2007: sono, per ora, E continuavano a chiamarlo impunità con Peter Gomez, e Uliwood Party. Figure e figurine, figuri e figuracce del primo anno di centro-sinistra(-destra).
La domanda, però, rimane: che differenza c'è tra una serata di Grillo e una di Travaglio?
[LN]