Forse a qualcuno è capitato: ti telefonano per chiederti se possono mandarti un email.
Sembra paradossale, ma è così. Il D.Lgs 196/2003, detto Codice della Privacy, prevede che si possano inviare email solo su richiesta del destinatario. Non è la prima volta che affronto questo argomento, ma di fronte al paradosso ci vuole una riflessione.
Intanto, la regola è nata in riferimento alle newsletter e alle comunicazioni commerciali: "L'invio di email, è ammesso solo con il consenso espresso e libero dell'interessato al quale va data l'informativa prevista dall'art. 13 (art. 23)", riassume edipi. Quindi significherebbe che, per ricevere una newsletter, bisogna iscriversi, come un abbonamento gratuito. Fin qui siamo tutto d'accordo.
Il dubbio viene quando, invece, si è un privato o, ancor peggio, una testata giornalistica.
Il povero privato subisce l'invio di qualunque cosa amici e colleghi inoltrino a tutto l'indirizzario (e immaginiamo cosa può voler dire all'interno di un'azienda o una pubblica amministrazione). Tipo catena di Sant'Antonio. No, è molto peggio!
Inoltre, quasi sempre i mittenti sono in chiaro, in barba alla privacy spesso richiamata sotto la firma.
Ad esempio: "Le informazioni contenute in questa e-mail e negli eventuali allegati sono riservate e destinate esclusivamente alla persona sopraindicata. Qualora non foste il destinatario, siete pregati di distruggere questo messaggio e notificarci il problema immediatamente. In ogni caso, non dovrete spedire a terzi, copiare, usare o diffondere il contenuto di questa e-mail e degli eventuali allegati. Si ricorda che la diffusione l'utilizzo e/o la conservazione dei dati ricevuti per errore costituiscono violazione alle disposizioni del D.lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) oltre a costituire violazione di carattere penale ai sensi dell'art. 616 Codice penale (Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza)" .
Un altro problema sorge quando email con la stessa dicitura minatoria a difesa della privacy vengono inviati a testate giornalistiche. In questi casi, magari, con i mittenti nascosti.
Come faccio a sapere se la missiva era veramente indirizzata a me e destinata alla pubblicazione?
Certo, questo va al buonsenso di chi scrive.
Ma forse è chiedere troppo.
Quanto a me, per favore scrivetemi quello che volete, come e quando volete, evitando solo volgarità e insulti o violazioni evidenti.
Il blog è moderato e il servizio email si serve di un ottimo antispam.
A voi la parola.
[LN]