Passi le ore a boccheggiare tra stand pieni di libri, scrigni di idee, recettori di parole che non vedi l'ora di imprigionare in una busta, in una borsa, tra gli scaffali, sul comodino...
Alla Fiera del Libro di Torino, edizione 2007, il tema del "confine" porta ad esperienze estreme.
Nel grande spazio del padiglione 2 dedicato alla Lingua Madre, basta aspettare l'ora di cena per sostituire l'odore della carta con quella di cibi etnici, che fanno pendent con gli strumenti folklorici del palcoscenico di fronte, con tanto di telecamere che riproducono la scena sullo sfondo, con suggestivi primi piani e cambi di fuoco.
Usciti dal Lingotto, si viene incanalati nel traffico che potrebbe portare alla tangenziale. Ma basta uno stop, due auto in più che fanno fermare il tempo necessario a guardarsi attorno: sulla destra c'è "8", il grande centro commerciale, ma a sinistra c'è un altro parcheggio, l'accesso al Paese di Cuccagna: "Eataly".
Un supermercato delle prelibatezze, un'esposizione di pasta, spezie, salumi, formaggi, vini, birre... spiegati e illustrati ricreando le "ambientazioni naturali". Tra uno scaffale e un espositore, si stagliano banconi a cui appoggiarsi per gustare piatti da ristorantini, mentre non mancano la biblioteca e la zona per navigare in internet liberamente.
Bisogna solo ricordarsi che chiude alle 22,30.
Fatto un giro veloce, con la promessa di tornare con calma, vidimato il tagliandino del parcheggio per ottenerne in regalo due ore, apriamo l'unico articolo che siamo riusciti ad acquistare in brevissimo tempo: una confezione di caffè "dolce". E' stato preparato alle Vallette, il carcere di Torino.
Sarà ancora più buono.
[LN]