lunedì 27 novembre 2006

Meglio la manomorta che il ricatto morale?

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Ci scagliamo subito contro le mancanze di rispetto che possono capitare in ufficio o in qualunque altro posto, contro la battutaccia o la mano che scivola e si posa dove non vorremmo.
Ci scandalizziamo dello struscio sgradito in autobus, del tocco osceno che fa sentire offesi.
O sporchi.
Complici della volgare insolenza del palpatore di turno.
Ma il testo che segue offre una nuova luce sul ricatto sessuale.
Inquietante. L'ho trovato qui.
[LN]


Vorrei spezzare una lancia a favore del ricatto sessuale.
Al di là dell’apparente provocatorietà dell’incipit, resta il fatto che messa nel classico formato "o me la dai, o scendi" la trattativa ha il pregio della chiarezza. Essa mette il ricattato/a davanti ad una forchetta etica adamantina, senza scappatoie.
E presenta il vantaggio, laddove comprovata, di essere penalmente rilevante. Il problema di tutta questa nebulosa di squallore è che siamo in presenza di una terra di nessuno; il dot ut des si mescola alla seduzione, alle blandizie. Forse la stessa malcapitata non sa se allorquando cede dopo una serata di corteggiamento, lo fa perché spera di lavorare o semplicemente perché sopraffatta dal fascino dell’uomo di potere. Probabilmente tutt'e due. In ogni caso gli elementi costituvi dell’illecito sono così sfumati da renderlo, di fatto, inesistente. Forse più che sul ricatto, bisognerebbe interrogarsi sulla ricattabilità. A me, come a molti altri nello showbiz, è capitato di scendere a patti e di svendere, pur di lavorare, qualcosa di molto più prezioso (almeno a mio avviso) di una generica disponibilità sessuale: l’onestà intellettuale, la passione, la fiducia, il proprio bagaglio di esperienza. Tutta roba che è meglio accantonare, se non vuoi che chi ti sta sopra si senta “a disagio”. E per quanto tu ti sia genuflesso/a sfoderando il più conciliante dei tuoi sorrisi, chi si sente “a disagio” con te, prima o poi ti fa fuori.
Per quello che mi riguarda, avrei preferito un’onesta mano sul culo.
Willie Loman