lunedì 29 maggio 2006

Tormento ecologico

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Cartolina da un'Aosta mattiniera con la Cattedrale ed camion dei rifiuti"La matinà l'è la mare de la journà", cioè il mattino ha l'oro in bocca, dice mia nonna.
Però nemmeno il gatto si "permette" di venire a svegliarmi in ore antelucane, se il motivo non è grave.
Per quanche giorno ho avuto l'illusione che il fatto di svegliarsi presto fosse un segno di maturità verso i doveri del giorno, una sorta di scotto pagato all'età che avanza (ma non ancora così tanto).
Poi mi è venuto in mente che, ai tempi dell'università, una compagna parlava di "insonnia in fase terminale". Tenendo conto che non vado a dormire presto (insonnia iniziale), se poi mi sveglio anche presto finisco per dormire non più di 3-5 ore per notte. Forse troppo poco per chi non ha particolari patologie.
Vado ad informarmi: pare che l'insonnia serale sia dovuta ad ansia, e che quella terminale annunci la depressione. Cominciamo bene.
Chissà cosa devo aspettarmi: eritemi, sonnolenza lungo tutto il giorno, infarto...
Speriamo di no.
Il fatto strano è che dopo le sei del mattino il sonno torna volentieri. Mah?
Camminando in città tra sacchetti di plastica, bidoni colorati, insomma rifiuti in mezzo alla strada mi rendo conto che siamo nell'era della raccolta differenziata, il tanto decantato ritiro porta-a-porta. Mi rendo conto che la raccolta viene fatta da enormi furgoni, che emettono un fischio persistente ed hanno una segnalazione ad alto volume per la marcia indietro. Il servizio inizia verso le sei di sera e termina intorno alle sette del mattino seguente, se va bene: dodici ore circa per attraversare la città, centro compreso, e raccattare quanto lasciato a portata dai solerti cittadini, salvo camminare nel fine settimana tra l'immondizia perché il giorno di chiusura di locali e negozi è sfasato rispetto a quello di raccolta.
Si sopporta volentieri, pensando ai risultati in termini di salute per il nostro pianeta.
Leggendo con attenzione, però, scopro che alcuni comuni d'Italia contano di raggiungere una percentuale generica tra il 55 e il 75 per cento di raccolta differenziata (Pisa), o forse un più onesto 56 per cento entro il 2012 (Colorno, a Parma). In ogni caso dovremo aspettare probabilmente decenni prima di sapere se tutto ciò serve davvero.
Intanto mi chiedo dove abitino sindaci e assessori che difendono questo disordine urbano e il disturbo del sonno.
Per tornare a sonni tranquilli dovrei forse cambiar casa, andare in città dove i rifiuti vengono raccolti tutti insieme in quei dieci minuti di tormento condominiale, dove il differenziato è in apposite isole e non sotto casa, dove non c'è bisogno di svegliarsi tra gli incubi più assurdi e chiedersi quanti palazzi ci possono ancora essere a portata d'orecchio.
Ore 6.30. Sono in piedi da quasi un'ora e il fischio persistente è arrivato sotto casa, diventando vero e proprio rumore.
Ho già girato tutte le stanze di casa, ma si sente ovunque.
Pare che dopo un po' il rumore persistente non lo si senta più, ma a quel punto si chiama stress.
Non so se sia meglio chiedere ai nostri amministratori, insieme ai sacchetti ecologici, anche tappi per le orecchie o dosi massicce di sonniferi. Per ora mi affido al fai-da-te.
Fatemi gli auguri, anzi fateli a chi oggi mi dovrà sopportare!
[LN]