Chissà perché, quando incontro le caprette camosciate mi viene in mente la poesia di Umberto Saba "La capra"...
In realtà queste non sono capre legate, anzi controllano il territorio con grande attenzione. Sull'attenti come soldati in trincea, prima il capro e dietro le femmine ed i piccoli che fanno sentire la loro voce.
Avesse scritto oggi la poesia, Saba si sarebbe preso del razzista, tanto per gradire. Ma come, dare del "viso semita" ad un animale? Come si permette?
Così la poesia si scioglie in rivoli di ignorante voglia di attaccar briga, nell'ultima moda del nostro mondo che non ha di meglio da fare che litigare.
Allora, così per dispetto, continuo con il finale di quella bella poesia:
In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.