La discussione infinita. Questo è in realtà tutta la questione sul pirogassificatore in Valle d'Aosta. Anzi, nel Consiglio Valle prima di Pasqua è stato occasione per i consiglieri per battibeccarsi su come si fa o no la buona politica.
In realtà, quello che è emerso in mesi, anni di consultazioni e visite ad altre strutture, è che tutta la verità sugli effetti del trattamento rifiuti non si può sapere. Che si parli di trattamento a caldo o a freddo, non ci sono ancora ricerche e studi sufficienti per dire in modo sicuro che un metodo piuttosto che l'altro fa male o non crea alcun danno.
Non si può sapere. Anzi, la via scientifica non è in grado di dare risposte, perché i tempi sono troppo recenti, bisogna aspettare anni per vedere se ci saranno effetti negativi sulla salute e sull'ambiente. O meglio, si possono fare proiezioni, cercare di tutelarsi al massimo, e per questo l'ente pubblico ha già speso oltre un milione di euro.
Si torna quindi all'unica via percorribile che sia certa: cambiare il modo di produrre gli imballaggi, creare meno rifiuti. Non sto neppure a parlare del riciclo intelligente, perché l'aumento delle tasse e dei prezzi, più la riduzione degli stipendi, stanno già facendo la propria parte: nell'arco di pochi mesi abbiamo re-imparato a valutare per ogni "rifiuto" se invece non può ancora servire, a noi o ad altri.
Quanto alla salute pubblica, un amico mi ricordava in questi giorni che mister Ford assicurava che le auto avrebbero purificato l'aria.
Et ça va sans dire.
In realtà, quello che è emerso in mesi, anni di consultazioni e visite ad altre strutture, è che tutta la verità sugli effetti del trattamento rifiuti non si può sapere. Che si parli di trattamento a caldo o a freddo, non ci sono ancora ricerche e studi sufficienti per dire in modo sicuro che un metodo piuttosto che l'altro fa male o non crea alcun danno.
Non si può sapere. Anzi, la via scientifica non è in grado di dare risposte, perché i tempi sono troppo recenti, bisogna aspettare anni per vedere se ci saranno effetti negativi sulla salute e sull'ambiente. O meglio, si possono fare proiezioni, cercare di tutelarsi al massimo, e per questo l'ente pubblico ha già speso oltre un milione di euro.
Si torna quindi all'unica via percorribile che sia certa: cambiare il modo di produrre gli imballaggi, creare meno rifiuti. Non sto neppure a parlare del riciclo intelligente, perché l'aumento delle tasse e dei prezzi, più la riduzione degli stipendi, stanno già facendo la propria parte: nell'arco di pochi mesi abbiamo re-imparato a valutare per ogni "rifiuto" se invece non può ancora servire, a noi o ad altri.
Quanto alla salute pubblica, un amico mi ricordava in questi giorni che mister Ford assicurava che le auto avrebbero purificato l'aria.
Et ça va sans dire.