Lo sciopero nasce nell'Antico Egitto, molti lo sanno. Eppure i più efficienti sono ancora una volta i Greci.
Non parlo certo di quelli che, furbescamente, hanno ritoccato ad arte numeri e prodotto interno lordo, riuscendo a mandare in rovina un intero Paese. Ma dico: come è possibile, con tutte le regole ed i controlli anche fastidiosi, che un Paese dell'Unione Europea fallisca?
Di fallimento abbiamo sentito parlare a proposito di certi Stati africani super sfruttati dalle multinazionali. E allora via al girotondo di cantanti famosi a gridare "cancella il debito".
Ma per la Grecia come si può fare?
Intanto il nuovo premier italiano usa questo disastro come monito se non ci decidiamo anche noi italiani a metterci un po' a stecchetto e risanare il nostro, di debito pubblico. Cosa difficile da affrontare con calma e serenità soprattutto quando scopriamo che il nostro parlamento ci costa molto più della somma di altri sei o sette parlamenti europei, tra cui la Francia.
Insomma, bisogna trovare il modo giusto per protestare.
E qui i Greci insegnano ancora. Non quelli di oggi, dicevamo, ma quel mattacchione di Aristofane che un po' più di 2400 anni fa ha messo in scena la Lisistrata, donna ateniese che, stanca delle assenze dell'amato, riesce ad ottenere la pace fra Sparta e Atene attuando, lei e tutte le altre, uno sciopero del sesso. Stefano Artissunch, marchigiano di origini austriache, dirige una perfetta Gaia De Laurentiis in una vera commedia alla greca, ma ripercorre anche la storia di altre donne che hanno scelto lo stesso sistema per ottenere quel che volevano.
Neanche a dirlo, pare abbia sempre funzionato. Contro le guerre fra clan nelle Filippine, contro la guerra in Kenya, persino contro il traffico in Colombia.