Sono storie di volontariato ad Haiti, ma anche in molti altri Paesi, per l'italiana Fiammetta Castellini che lavora con i bambini e le loro famiglie: «E' qualcosa che ti coinvolge in ogni aspetto della vita, non solo la tua ma anche, per forza, quella di chi ti sta vicino».
Il coraggio passa attraverso il sorriso di Caroline Nomfundo Pilisani, sudafricana dalla pelle nera che sa asciugare le lacrime anche delle donne più disperate che, come è stato per lei, ha subito la violenza del marito: «Sono vedova, e mi dispiace molto, ma se mio marito non fosse morto non avrei potuto costruire tutto questo».
Domani, venerdì, al mattino dalle 9 alle 11 incontro con le scuole nell'aula magna dell'Università della Valle d'Aosta, in via Cappuccini.
«Chi è disabile è ancora emarginato - lancia come messaggio la nepalese Meena Paudel - La mia famiglia non voleva che studiassi, a scuola mi tenevano in disparte anche nei giochi. Nelle ong di cui sono entrata a far parte hanno cercato di dissuadermi: sei disabile, mi dicevano, e sei una donna, cosa pensi di fare? Invece bisogna avere il coraggio di andare avanti».