Lo abbiamo visto creare e sbagliare, vincere e andarsene, tornare e invecchiare. Uno che si chiama Steve Jobs ha il lavoro nel nome: "nomen omen" dicevano i latini, il nome è destino.
Infatti ha lavorato e lavorato e lavorato, divertendosi come non mai (ne sono certa) e creando un mondo parallelo che il mondo reale si sforza di imitare e surclassare.
Mi ci è voluta una vita per resistere alla tentazione della "mela" e quelle che ora sgranocchio tutti i giorni non hanno il sapore del peccato ma della conquista: non sono "mele" da Paradiso terrestre ma da Valle d'Aosta sferzata dalla grandine.
Di chicchi di ghiaccio sulla testa di Jobs ne sono caduti tanti.
Sapevamo che era malato, ma vederlo presentare i suoi nuovi giocattolini, ridere ed emozionarsi di fronte ai film d'animazione della sua "Pixar", ci facevano pensare ad un pettegolezzo lasciato trapelare appena appena, per non dargli importanza.
Alla fine, quel pettegolezzo si è portato via l'inventore di iPod, iPhone, iPad, il bellissimo MacBook Air e tutti quei ninnoli informatici cui ci si affeziona quasi come ad un animale domestico.
Ciao Steve, tratteremo bene le tue creature.
