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| foto Romuald Désandré |
«Oggi parliamo di attuazione del Titolo quinto in chiave federalistica - ribadisce - e io credo che l'importante sia non esitare, non avere dubbi circa questo dovere costituzionale di attuazione del nuovo Titolo quinto. L'essenziale, io credo, che sia fare con grande serietà il pezzo di strada che ancora abbiamo da fare per dare un assetto compiutamente autonomistico generalistico al nostro Stato. Serietà, ponderazione, equilibrio, non proclamazione e quindi cura molto seria anche dei dettagli attuativi della legge sul federalismo, che pure io mi compiaccio essere stata accolta nella sua iniziale approvazione da un larghissimo consenso in Parlamento».
«Questo è il cammino che ci sta davanti in un mondo che non è più lo stesso nemmeno di vent'anni fa - ammette Napolitano - è un mondo completamente cambiato, un mondo come adesso si usa dire "globalizzato", in cui noi dobbiamo misurarci come Italia e come Europa, non soltanto tenendo forti e ancora più consolidando le basi del nostro Stato nazionale e della nostra unità nazionale, ma rafforzandone anche la proiezione europea e l'impegno europeistico. Qui si è ricordato il principale ispiratore dell'autonomia valdostana, Emile Chanoux e si è ricordato il primo presidente, Federico Chabod che vorrei ricordare anche io perché siamo in tanti, italiani, ad essere debitori a Federico Chabod della nostra formazione europeistica, per quello straordinario corso di lezioni che ha ricordato il professor Soave sull'idea di Europa che veramente ci ha accompagnato, che ci ha accompagnato molto nel nostro percorso europeistico».
«Vorrei anche esprimere il mio apprezzamento per quello che è stato detto dal presidente della Regione - conclude - sulla creatività ed originalità con cui avete costruito il vostro modello di autonomia ed il vostro modello di sviluppo, ed effettivamente ci sono realtà e problematiche molto diverse da quelle di altre parti d'Italia e che però sono parte essenziale della nostra unità che è fatta di tante di queste diversità, di tante di queste identità, nel momento stesso in cui noi ribadiamo con tanta convinzione la necessità di rafforzare di ribadire e di rinnovare l'unità del nostro Paese, respingendo tentazioni che ci porterebbero soltanto fuori dalla storia e fuori dalla realtà del mondo d'oggi. Guai a contrapporre una parte del Paese all'altra, guai a contrapporre l'idea di autonomia e anche l'ispirazione federalistica all'esigenza dell'unità dell'unità nazionale italiana in questa fase storica, dentro il più ampio quadro della unità europea».
