Le battute si sono sprecate, fin dal mattino, fra chi voleva fingere di indovinare dove sarebbe caduto il famigerato satellite Uars.
Invece l'appuntamento è saltato e si va al prossimo delle tre di notte (forse).
Certo, visto terra terra, il satellite pensionato sta prendendo uno scivolo preoccupante. Un po' come accade quando si creano le finestre per permettere a chi lavora da una vita di ritirarsi a giusto riposo (anche se spesso risulta più stressante della vita di prima, scandita da insana routine).
Chi ha ancora da fare si prepara a sostituire chi se ne va.
Lo scivolo è tale, cioè accelera lo spostamento finale, e gli sfaccendati che stanno a spettegolare si fanno prendere da strane paure, immaginando pezzi di satellite che ci cadono in testa, o a poca distanza da noi, sui nostri (amati) vicini.
Come nel gioco del "telefono senza fili", il passaparola alimenta gli strafalcioni, con la differenza che nel gioco tutto finisce in una risata, mentre nel pettegolaio quotidiano si alimenta il panico gratuito.
Ora, tutto si può leggere e riportare. Un pizzico di sale in zucca vale la pena conservarlo.
Oppure spegnere il cervello ma conservare le buone letture.
Tanto la pensione resta una stella nel cielo: ne vediamo la luce, ma in realtà non c'è già più.
