La gente non è contenta. Nella sede della "Cgil" sono molte le domande che vengono poste da chi in passato ha acquistato alloggi di edilizia residenziale pubblica ed ora vorrebbe rivendere.
La legge numero 40 del 1995 è stata modificata dalla numero 6 del 2010: «aspettiamo di vedere come procede la situazione della signora Gallizioli - spiega Bruno Albertinelli di "Federconsumatori" - secondo la risposta che riceverà avvieremo una "causa pilota" e c'è già una sessantina di persone che si impegnano, in caso si perda, a dividersi le spese legali. Non siamo noi "Cgil" a far causa, ma persone con nome e cognome che portano avanti i propri interessi. Allo stato attuale, se anche il Comune ci venisse incontro, resterebbe il problema dell'Arer».
«La prima versione della legge - spiega Silvia Caveri, avvocato - prevedeva che si potesse vendere cedendo il dieci per cento all'ente. Ora la modifica del 2010 vincola per trent'anni. Quello che noi contestiamo è l'applicazione retroattiva della legge».
Tra il pubblico c'è chi definisce «carta straccia» l'atto notarile e chi lamenta che, con il vincolo dei trent'anni, non si può più fare affidamento su finanziamenti delle banche.