mercoledì 31 luglio 2013

A Maria (Montessori) sarebbe piaciuto il tablet retina?

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Lei ha guardato per tanti anni gli Italiani dalle banconote da mille lire. Le ha viste svalutarsi, perdere peso, smagrirsi fino ad essere costrette al ritiro.
Maria Montessori sarebbe rimasta male, forse, di essere finita su un prodotto privo di stimoli al progresso. Nel suo mondo, al centro di tutto ci sono i bambini, gli esseri umani nella loro pienezza creativa, in quell'ambiente libero ed insieme educativo che poteva permettere ai piccoli di conservare il proprio genio anche da grandi. Poi è passata di moda, così come le mille lire hanno lasciato il passo all'euro anche nuovi "metodi" di apprendimento sono approdati nelle scuole, sfornando quantità di ragazzi "fragili" come forse mai la scuola italiana ne aveva visti prima. Leggere e scrivere sono diventati un banco di prova difficile, che per alcuni si è trasformato nel freno demotivante a crescere. Perché sforzarsi, se si fa fatica? Perché rinunciare al diritto al bel voto? (Dove questo sia scritto è ancora da vedere).
Per fortuna ci sono la mamme, quelle coraggiose che hanno trovato il modo per conciliare il lavoro e la libera professione con uno, due, tre figli, da aiutare ad essere autonomi il più possibile fin dai primi giorni di vita. Sono loro che hanno ricominciato a parlare di "metodo Montessori" in Valle d'Aosta, anche se alcune studiose americane (sempre donne?) hanno ancora una volta scoperto l'acqua calda e rispolverato gli insegnamenti di quella italiana che negli USA aveva rivelato con semplicità la chiave del successo.
Nessuno è profeta in patria, ma a distanza di tempo non c'è vergogna a tornare sui propri passi e imparare ad educare meglio.
I giornali danno una mano nell'amplificare una riscoperta tardiva ma che forse potrà salvare i ragazzi da una scuola che non li soddisfa e non si sa perché. La cosa più interessante è trovare su "Internazionale" un lungo articolo sull'autonomia che i nuovi tablet retina aiuterebbero i bambini a conquistare. Lei che era più avanti di tutti, chissà cosa avrebbe detto...
Magari si sarebbe rifugiata in Svizzera, dove in certe scuole medie ogni ragazzino ha il suo computer, anzi il suo "Mac".
Visto che ci siamo, andiamo anche a rileggerci un po' di Dewey (John, quello della scuola attiva e progressista).

P.S. a chi riconosca come propria l'immagine di questo post: grazie.
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