domenica 10 marzo 2013

Guardiani o... foie gras?

Standard
A volte vale la pena di imporsi una sorta di "silenzio stampa". Non di quelli alla Grillo, in cui parla con tutti meno che con coloro con cui dovrebbe.
Il mio "silenzio stampa" è squisitamente politico: facciamo i giornalisti, ma cerchiamo di guardarci attorno senza dare opinioni o prendere posizioni. Anche perché nel giro di pochi giorni, a cavallo delle elezioni politiche, ben due personaggi del mondo valdostano mi hanno raccontato che prima di mettersi al lavoro... si scaricano spaccando legna. Quasi quasi preferivo quando, anni fa, andavano per vigne a verificare che fosse tutto a posto.
Al di là di commenti locali o nazionali suo buon governo, però, una riflessioncina ci può anche stare.
Mi faccio aiutare da un personaggino sempre alla moda, trovato dietro un recinto da qualcuno molto acuto che subito me l'ha segnalato: piumaggio bianco, becco giallo, colori che in tempo di conclave stanno sempre bene...
Ma noi che oche siamo?
Di quelle che si infervorano, seguono il branco, sbraitano a caso: questo è certo.
Ma qual è il nostro ruolo sociale, di cittadini?
Mi domando se siamo più simili ai guardiani del Campidoglio, come mi diceva durante lo spoglio delle politiche in diretta su bobine.tv un "saggio" collega giornalista di vecchio pelo (ma lui non era arrivato a cotanta metafora).
O forse siamo più oche da foie gras, nel senso che il fegato ce lo fanno ingrossare a forza di preoccupazioni e stringendo troppo la cinghia, finché non scoppiamo.
Attenti, politici poco accorti: le oche stanno per farsi sentire. O almeno è una speranza...