sabato 29 aprile 2006

La piccola tv del grande vuoto

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Carolina Kostner nello spot LanciaConfesso, il titolo non è mio.
Guardando "Grande Fratello" e compagnia, però, non si materializzano pensieri profondi.
Al massimo può venire in mente qualche slogan commerciale, ma forse nemmeno quello.
Il fatto preoccupante è che, in realtà, la vita quotidiana di un gruppo di "umani" chiusi in una casa può non essere così interessante. Allora si fa breccia nelle aspirazioni artistiche, si fomenta il gossip, si fanno le ore piccole per sapere chi vincerà. Guardacaso vince sempre il personaggio che deve.
C'è da chiedersi se sia più folle aspettare l'alba per sapere chi sarà l'ultimo ad uscire dalla "casa" (perché questo termine mi fa venire in mente film horror anni Ottanta?) oppure seguire le prove di resistenza dei senatori ultraottantenni durante le tormentate elezioni del nuovo presidente a Palazzo Madama.
Questa scatola magica, con cui grazie al digitale terrestre si può anche interagire, propone notizie che sono tanto veloci, quasi da anticipare i fatti stessi.
Ora che abbiamo rinchiuso in due camere senatori e deputati, ora che i senatori hanno faticato sedici ore per scegliere tra Franco Marini e Giulio Andreotti, è interessante guardarsi indietro e sbirciare dichiarazioni apparse ieri sui giornali.
Molte affermazioni compaiono sul Corriere della Sera e sulle sue propaggini.
Marini diceva: «rispetto Andreotti, sono stato suo ministro. Però fra noi due solo io cerco il disgelo politico». Gli ci sono volute tre votazioni per lasciare in tribuna il senatore a vita.
Intanto alla Camera c'è anche la giovane avvocato rivelazione che difese Andreotti: Giulia Bongiorno milita anche lei tra le fila di AN, la stessa che solo una anno fa a Claudio Sabelli Fioretti alla domanda "le piacerebbe entrare in politica?" aveva risposto «È necessaria un’attitudine al compromesso che forse non ho» (Corsera Magazine, 12/05/2005).
Dopo due notti insonni restiamo con un pugno di mosche, qualche pettegolezzo e un dito impazzito sul telecomando, in cerca di qualche nuovo spot dagli effetti cinematografici, come quello in cui Caroline Kostner volteggia in chiaroscuro (foto), come non è riuscita a fare alle olimpiadi torinesi. Almeno in quell'occasione ci ha riempiti di sana adrenalina.
[LN]