venerdì 30 gennaio 2015

La montagna vera e quella scolpita, con tenerezza

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Lui è uno che ama le persone, le ritrae con amore, cogliendo le sfumature dell’espressività e dell’emozione. Scoprire il pezzo forte, e quelli più delicati, che Giangiuseppe Barmasse presenterà alla Foire de Saint’Ours, affiancato da un figlio Florian sempre più bravo anche lui, diventa ormai una sensazione collettiva.

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Il marketing si fa a colpi di scapello. E di idee

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I baffi a manubrio, estensione del suo impagabile sorriso, riescono a sottolineare ancora di più gli occhi pungenti di Massimo Clos, che per la Fiera di Sant’Orso 2015 sceglie di esporre pezzi piccoli, ma sempre con un significato e un messaggio da spiegare. Un ricordo dei campi di concentramento, il numero “tatuato” sul legno e rinchiuso dal filo spinato, campeggia su un banco quanto mai eterogeneo. Artigiani a tutto tondo, rilievi con panorami agresti, tutto fa da corollario alla proposta marketing dello scultore.

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Come si sta bene, con cinquant'anni di Fiera... ai piedi!

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Sabot vuol dire quasi sempre Favre, famiglia ayassina dai molti rami talentuosi. Lui è Leandro e con la Foire 2015 compie cinquant’anni di Fiera di Sant’Orso. A dimostrare che non realizza solo sabot, che se sono indossati da lui vengono personalizzati con rilievi e disegni, ha inciso un tondo leggero, una sorta di targa commemorativa che, in quanto artigiano del legno, di legno doveva essere.

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L'artigianato delle Alpi si gusta fresco, con una spruzzata di neve

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Sono le due e mezza del mattino quando Sergio Buillet comincia a preparare il suo banco in piazza Chanoux. Come lui, sono già diversi gli artigiani che si prendono per tempo, complice anche la nevicata di fine gennaio che, nella notte che porta a venerdì 30, primo dei due giorni della millenaria Fiera di Sant’Orso, ricorda che “Re Inverno” è ancora in carica. 
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martedì 2 dicembre 2014

Messi al tappeto dai Subsonica

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Radio Italia. Dopo tanti anni siamo in "casa" di Paoletta, con i ricordi, la simpatia, i progetti messi da parte.
Questa volta è tutto diverso. Niente mordi e fuggi, come quella volta a Costigliole o quell'altra a Rimini. Niente lavoro, insomma, solo piacere, se così si può dire.
Questa volta è solo moquette, luci soffuse e una manciata di persone a fare il pubblico.
Come siamo finiti in questa situazione ancira non l'ho capito, fatto sta che ci volevano i Subsonica per metterci al tappeto.

Ode al negozietto sotto casa

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Se non ci fossero i supermercati molte volte resterei con il frigo vuoto e un micio arrabbiato.
Però se chiudessero i miei negozi preferiti, anche alcuni dei piatti migliori non sarebbero nati. C'è di che ringraziare tutti i Franco, Giulia, Angela, Massimo... Tutti coloro dai quali puoi ricevere un suggerimento, chiamandosi per nome e commentando le notizie del giorno.
Non sono soltanto frutta e verdura, scelti in base alla freschezza, così che possiamo sentirci tutti il ristoratore alle prese con il piatto del giorno, ma si tratta della borsa artigianale trovata da Claudia, il gomitolo pregiato suggerito dal biellese del mercato, il profumo realizzato con il savoir faire di una volta.
Nell'era di Internet, non avrei pensato di poter apprezzare tanto la vendita al dettaglio, il piacere di confrontarsi, il suggerimento un po' più sincero di chi sa che, comunque, domani tornerai, anche solo per commentare l'acquisto di ieri.
Che si tratti di "Fontina" o porri, dell'ultimo romanzo o del nuovo giornale che altrimenti in capo al mondo non arriverebbe, il negozietto sotto casa ricrea le occasioni da grande città, ma con la stessa familiarità con cui Sergio mi trova il bottone giusto oppure Giuseppe salva con una cerniera il cappotto preferito.
Per tutto il resto, ci sono gli acquisti online.